Cards, ovvero biglietti d’auguri per ogni ogni occasione.
Cards d’auguri di Natale, di compleanno, di laurea, cards per ogni possibile feste. Cards di amicizia, di amore. Cards per la festa del papà e della mamma, al miglior fratello o alla migliore delle sorelle. Cards di ringraziamento. Cards giusto perchè pensavo a te.. etc.
Come potevano mancare le cards che ho ricevuto questa settimana?
Sorry, You’re leaving, we all feel very sad but we’re sure the times ahead will be the best you’ve ever had.
Questa cosa delle cards mi ha preso il cuore. Fan delle cartoline quale sono, figuriamoci se ricevere tutti questi biglietti non mi ha fatto sentire importante.
Ormai quando guardavo la cassetta della posta, le uniche cosa che arrivavano erano bollette da pagare, multe o pubblicità.
Trovare tra la posta qualche lettera, con il mio indirizzo scritto a mano, magari non in una noiosa busta bianca, ma colorata, è qualcosa che mi ha cambiato spesso la giornata. Nel 2012 dove tutto viaggia via email, a me piace pensare che ci sia ancora qualcuno che alza il culo dalla scrivania, esce e va a scegliere un biglietto d’auguri apposta per me.. Sceglie il colore, la frase, è indeciso su quale comprare perchè magari ne sceglie due ed entrambe rappresentano me.. Compra un francobollo. Conosce il mio indirizzo.. Torna a casa, si siede e scrive un proprio pensiero, sul biglietto. Esce di nuovo, e imbuca la lettera.
Penso che se ci sono ancora persone che riescono a fare questa fatica, allora il mondo non può fare cosi tanto schifo. Anzi.
Anyway.. Ho finito.
Ho finito la più intesa esperienza della mia vita. Per quanto è stata dura non so quanti anni di vita c’ho lasciato.. O forse ne ho guadagnati chissà.
Dura perchè mi ha fatto cambiare completamente vita, perchè ho scelto di andare a convivere con una famiglia di 5 persone, che parla un’altra lingua, che ha diverse abitudini, che è cresciuta in modo diverso, che vive in un contesto diverso. Dura perchè mi sono spesso sentita ospite, in una famiglia che non è la mia. Dura perchè quando il sabato sera ero abituata ad uscire e andare a ballare, qui mi sono spesso ritrovata a essere seduta nel letto a leggere storie che avevo dimenticato ad un bambino di tre anni. Dura perchè mi è mancata la mia città e la mia gente, le mie abitudini e la mia vita indipendente, dura perchè spesso non mi sono sentita a mio agio.
Spettacolare perchè ho una mente nuova, ho una mente più aperta e migliore. Ho imparato ad essere paziente e più tollerante. Ho imparato a convivere con persone che hanno abitudini decisamente diverse, ho imparato che se vuoi qualcosa te la devi solo che andare a prendere.Spettacolare perchè ho avuto la possibilità di incontrare persone che mi hanno aperto un mondo nuovo, con le loro storie ed esperienze. Spettacolare perchè ho ritrovato il valore della famiglia, che per mia sfortuna non ho mai avuto nella mia vita. Spettacolare perchè non ho più paura del diverso, intesa come cultura, come colore della pelle, come ideologia. Ho imparato a fidarmi di più delle persone nella giusta misura, ho abbandonato pregiudizi e sopratutto ho imparato a sbattermene del giudizio della gente.
La cosa più importante. Ho imparato l’Inglese.
Davvero. Finalmente. La lingua passpartout del mondo. La lingua che mi ha permesso di interagire e di conoscere delle persone fantastiche.
Così tante persone hanno caratterizzato questi mesi in Inghilterra. E di ognuna porterò un meraviglioso ricordo nel cuore, perchè ogni persona che ho incontrato in questo viaggio mi ha insegnato qualcosa che ha cambiato la mia vita in meglio. Mi ha fatto ricredere in me stessa, mi ha fatto tornare a casa più forte.
Ho imparato che quando si chiude una porta non è sempre un male, che se ne possono aprire tante altre, e forse è stato meglio che quella porta si chiudesse.
Questa esperienza ha inoltre consolidato alcune amicizie, e lasciate andare delle altre. Me ne ha date di nuove. Mi ha fatto vedere dall’esterno situazioni che dall’interno non avrei mai potuto capire.
Quindi grazie a te, mia migliore amica, per non avermi mai mollato un giorno. Per essermi stata vicina sempre. Per aver sempre creduto in me.
E grazie a te, amico mio di avermi sostenuto con lo studio della lingua. Grazie di aver ascoltato ogni giorno i miei problemi di comprensione e di traduzione. Grazie per essere stato un punto fermo e fondamentale per tutto questo tempo.
Grazie alla famiglia che mi ha ospitato. Sopratutto a Mark, un amico sul quale potrò sempre contare. Una persona meravigliosa, il mio braccio destro, la mia spalla sulla quale piangere, il mio compagno di serate e segreti condivisi. Un padre nei momenti di sconforto e nei momenti di successo. Un uomo generoso e adorabile.
Grazie a Rachel e a Ita. I miei angeli custodi.
Grazie a Jude, a Sally, a Justin.E il loro “Are you all right? Quando mi vedevano arrivare leggermente schizzo-sclero la mattina a scuola..
A Steve con il suo accento troppo forte e incomprensibile.Non dimenticherò mai quando per prendermi in giro una mattina mi disse “H-e-l-l-o B-e-a, C-a-n y-o-u u-n-d-e-r-s-t-a-n-d m-e?” AH AH, umorismo inglese. Grazie ad Hannah e a Rosy per le lunghe chiaccherate sull’Italia che tanto sognate. Grazie a Dan, grazie a Clare, Ethan e Phil. Grazie a Kim che mi ha portato subito sulla via dell’alcool!
Grazie dei BBQ, grazie delle serate d’estate. Grazie a Karin, la donna più positiva che abbia mai conosciuto nonostante si sia trovata ad essere single mum da un giorno all’altro, con un paio di corni in testa, e due figli da mantenere. Grazie a Ian e Mandi. Grazie a Jennie e Leslie. Grazie a Emma.
Persone meravigliose. Tutte.
Grazie anche alla nonnetta che c’era a Yoga con me. Settant’anni e l’elasticità di una ragazzina. Grazie a quel maledetto del negozio di cellulari che non sono mai riuscita a capire cosa cavolo mi diceva quando andavo a ricaricare. Grazie anche all’Indiano del negozietto qui a fianco che ancora oggi si è stupito del fatto che a 25 anni non sono ancora sposata e che voleva il mio numero di telefono così “mi chiama quando sono in Italia..”
Ogni giorno di questa esperienza è stato stravissuto, chiudo la valigia e mi godo l’ultima serata, che sarà sicuramente piena di nostalgia e a quanto pare di birre per giustamente rispettare la tradizione.
Prima di partire, un amico mi disse: “Non importa quello che vai a fare.. In ogni caso sarà vita vera.”
Beh, aveva un sacco ragione.